Trasfusioni: la necessità di analisi preventive

Essenziali per dimostrare il nesso di causalità

La decisione di non vaccinarsi può basarsi su una legittima scelta di coscienza, tutelata dall’art. 19 della Costituzione, ma anche, e soprattutto, sul ragionevole dubbio della nocività del vaccino per la salute.

Le motivazioni della non vaccinazione

In questo secondo caso la fondatezza delle proprie perplessità può poggiare su diverse e valide argomentazioni, fra cui ad esempio:

  • la storia clinica che evidenzia particolari patologie;
  • l’accertata possibile reazione allergica;
  • la mancata garanzia di sufficiente sicurezza dei sieri;
  • ecc.

E’ evidente che se le perplessità risiedono nel fondato timore di possibili reazioni avverse ecco che allora si pone un interrogativo di non facile soluzione:

E’ sufficiente per la piena tutela della propria persona, aver legittimamente evitato la somministrazione del vaccino?

Evidentemente no.

Trasfusioni e loro implicazioni

La vita può porre davanti a situazioni drammatiche ove sia necessario prendere decisioni importanti a tutela della propria esistenza.

Si pensi, ad esempio, alla necessità di effettuare una trasfusione.

Ovviamente simili interventi possono essere essenziali al fine di salvare il bene vita dell’individuo.

Premesso ciò lo scenario che si palesa alla persona che versa in tale grave situazione è di assoluta pregnanza:

L’aver evitato la vaccinazione per serie e fondate motivazioni verrebbe posto, potenzialmente, nel nulla a seguito della trasfusione ricevuta grazie al sangue di donatori vaccinati.

Come detto, la scelta può essere ineludibile a favore della trasfusione medesima, esponendo di fatto il ricevente a possibili reazioni avverse.

La necessità di provare il danno

A questo punto emerge in tutta la sua importanza la necessità di provare, nell’ipotesi in cui tali eventi avessero effettivamente a verificarsi, il nesso causale, ovverosia il collegamento, con la trasfusione.

Questa dimostrazione è necessaria ed indispensabile per la proposizione di qualsiasi azione giudiziaria tesa al riconoscimento di un risarcimento danni..

A tal fine può risultare essenziale l’effettuazione di esami specifici prima di sottoporsi a trasfusione.

Tali esami devono essere finalizzati ad accertare con accuratezza il proprio stato di salute e quadro clinico di modo da poterlo confrontare con quello successivo attinente all’eventuale emergere di stati patologici inaspettati postumi alla trasfusione.

Tracciabilità del sangue offerto in trasfusione: lo stato vaccinale del donatore.

E’ diritto della persona sottoposta a trasfusione, considerata l’importanza delle tematiche trattate, conoscere lo stato vaccinale del donatore.

Tale informazione, a tutta evidenza, è essenziale al fine di poter rilasciare un consapevole e valido consenso informato.

Le disposizioni anticipate di trattamento

La persona che versi in stato di incoscienza può stabilire in modo anticipato la propria volontà mediante il ricorso alle cosiddette “Disposizioni anticipate di trattamento”, DAT, di cui alla Legge 219/2017, attraverso cui stabilirà quali dovranno essere i trattamenti sanitari cui essere sottoposta o cui evitare nell’ipotesi in cui nel momento della presa delle decisioni sia impossibilitata ad esprimersi od incapace di intendere o di volere.

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