Nel febbraio 2025 il Giornale d’Italia riportò all’attenzione pubblica uno studio del dottor Anthony Mawson, ricercatore statunitense, secondo cui i bambini vaccinati presenterebbero una maggiore incidenza di disturbi del neurosviluppo, infezioni batteriche e patologie allergiche rispetto ai non vaccinati. Si tratta una dei diversi studi in materia, che hanno il dichiarato scopo di riapre un dibattito che le istituzioni sanitarie considerano chiuso, ma che il cittadino — soprattutto il genitore — ha il diritto costituzionale di affrontare con strumenti propri.
Il fatto, senza enfasi
Lo studio di Mawson appartiene a un filone che si vuole, ostinatamente, considerare minoritario della letteratura scientifica. Infatti, le agenzie regolatorie internazionali (EMA, FDA, OMS) non confermano una correlazione causale tra vaccinazioni infantili e autismo. Tuttavia, il principio scientifico autentico non conosce dogmi: ogni ipotesi va discussa, replicata, confutata o confermata con dati. Il problema, in Italia, non è dunque l’esito di un singolo studio, ma il clima di intimidazione che da anni impedisce un dibattito sereno sulle politiche vaccinali.
Cosa è in gioco davvero
Il punto non è “vaccini sì o vaccini no”. Il punto è la libertà del consenso informato, sancita dall’articolo 32 della Costituzione: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”
Dal 2017, con la legge Lorenzin (n. 119/2017), l’Italia ha introdotto dieci vaccinazioni obbligatorie per l’iscrizione scolastica nella fascia 0-16 anni, con sanzioni economiche per gli inadempienti e preclusione alla frequenza per i nidi e materne. Una stretta che, pur dichiarata legittima dalla Corte Costituzionale (sent. 5/2018), ha compresso lo spazio di valutazione individuale e ha reso politicamente scomodo qualsiasi studio dissonante.
I beneficiari di questo clima sono evidenti: le case farmaceutiche, che operano in regime di immunità giudiziaria parziale grazie all’indennizzo statale (legge 210/1992) per i danni da vaccino. Una contraddizione logica dirimente: se i vaccini fossero privi di rischio, non esisterebbe una legge che indennizza chi ne è stato danneggiato.
Il principio dimenticato: la precauzione e la trasparenza
Il diritto europeo (art. 191 TFUE) consacra il principio di precauzione. Esso impone alle autorità di agire con cautela quando esistono incertezze scientifiche su rischi sanitari. Lo stesso principio dovrebbe valere — e questa è la nostra tesi — anche nell’altro senso: nessuna campagna sanitaria di massa dovrebbe essere imposta senza un sistema di farmacovigilanza pubblico, accessibile, consultabile dal cittadino in tempo reale.
Cosa può fare il cittadino
- Pretendere il consenso informato completo: ogni medico è tenuto a illustrare benefici, rischi, alternative e composizione del prodotto somministrato (legge 219/2017). Richiedete sempre il foglietto illustrativo e fatevi consegnare copia firmata del consenso. Al riguardo si può richiedere al Sindacato d’Azione l’apposito vademecum, scrivendo a: info@sindacatoazione.it.
- In caso di sospetto evento avverso: segnalare immediatamente all’AIFA tramite la rete nazionale di farmacovigilanza (sito ufficiale AIFA, sezione “Segnalazioni”). La segnalazione è un diritto e un dovere civico.
- Indennizzo da vaccinazione: la legge 210/1992 prevede un indennizzo statale. Il termine è di tre anni dalla conoscenza del danno. Rivolgersi al medico legale e a un avvocato specializzato in diritto sanitario.
- Risarcimento danni: nell’ipotesi in cui il medico abbia agito con colpa non valutando la situazione specifica del minore e si siano verificati eventi avversi è possibile chiedere il risarcimento danno. In questo caso la richiesta di risarcimento, più ampia nel suo ammontare, rispetto all’indennizzo, è di 5 anni.
- Documentarsi su fonti plurali: leggere studi originali, di diverse fonti, con particolare riferimento agli studi americani, come quello di cui si discute in questo articolo.
- Recenti contributi: invitiamo, in particolare a voler approfondire anche i seguenti contributi, “Vaccinati. Non vaccinati. La parola alla scienza” di Robert F. Kennedy Jr. e Brian Hooker, PhD (Il Leone Verde Edizioni, ISBN 978-88-6580-525-1), bestseller già tradotto in otto lingue, con prefazione di Del Bigtree e presentazione del pediatra italiano Eugenio Serravalle. Accanto a esso, il documentario “An Inconvenient Study” (aninconvenientstudy.com), prodotto da Del Bigtree, fondatore di ICAN e voce autorevole del consenso informato.
La proposta politica
Il Sindacato d’Azione ritiene urgente una riforma in tre punti: (a) ripristino della libertà vaccinale ragionata, sostituendo l’obbligo con la raccomandazione informata e percorsi formativi, anche presso associazioni di settore, per i genitori; (b) creazione di un registro pubblico nazionale degli eventi avversi, consultabile e aggiornato, con l’istituzione di una seria e costante farmaco sorveglianza attiva; (c) separazione netta tra enti regolatori e finanziamenti dell’industria farmaceutica.
La salute pubblica si difende con la fiducia, non con la coercizione. E la fiducia si conquista con la verità.
— Sindacato d’Azione
Fonte: Il Giornale d’Italia, 6 febbraio 2025 — https://www.ilgiornaleditalia.it/news/salute/680901/bambini-vaccinati-autismo-disturbi-neurosviluppo-studio-anthony-mawson.html
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