Segregazione anziani nelle RSA: nessuna giustificazione

Intollerabile la loro situazione.

L’obbligo del possesso del greenpass rafforzato, (ovverosia da vaccinazione o guarigione), per far visita ai propri cari ricoverati nelle RSA, è previsto dall’art. 1 bis, comma 1 ter del D.L. 44/2021.

Si tratta di una norma illegittima, radicalmente lesiva della dignità della persona umana, e come tale incostituzionale.

Alcuna giustificazione vi era per la sua introduzione nel nostro ordinamento, così come tanto meno ora essa può essere tollerata.

L’odiosità della norma risiede nell’aver voluto far leva sugli affettisegregando gli anziani nelle RSA, coartando, così alla vaccinazione i famigliari, impedendogli, altrimenti, di far loro visita.

Infatti, per il raggiungimento dello scopo di tutela dei soggetti fragili era, ed è, sufficiente il possesso del classico tampone negativo nelle 48 ore, del resto comunemente ammesso in diverse situazioni dall’art. 9 del D.L. 52/2021.

Quanta ingiustificata sofferenza si è inflitta da parte dello stato in forza di legge?

Alla luce dell’art. 7 del D.L. 162 del 31 ottobre 2022, che anticipa al 2/11 la scadenza dell’obbligo vaccinale per tutto il personale RSA, modificando il primo comma dell’art. 4 bis, sempre del tristemente famoso D.L. 44/2021, appare del tutto palese la portata abrogativa del medesimo anche nei confronti della norma citata sul greenpass rafforzato, (art. 1 bis, comma 1 ter del D.L. 44/2021), imposto ai visitatori delle RSA.

Infatti, che senso ha pretendere il certificato verde rafforzato quando, ora, giustamente, tutto il personale sanitario, e non, può lavorare senza alcun obbligo vaccinale?

L’efficacia abrogativa, dell’art. 7 rispetto all’art. 1 bis, comma 1 ter citati, è sorretta anche dall‘art. 15 delle preleggi al codice civile, il quale recita: “Le leggi… sono abrogate…per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti”.

Inoltre, la norma che impone il green pass rafforzato per l’accesso alle RSA o strutture di degenza ospedaliera, non è ragionevole da un punto di vista costituzionale proprio nella misura in cui non permette l’accesso con il tampone negativo nelle 48 ore, discriminando senza alcuna giustificazione questi cittadini ed i loro famigliari ricoverati, rispetto ai vaccinati o guariti.

Sotto tale ultimo basilare profilo appare infatti palese la violazione del principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, di cui all’art. 3 della Costituzione.

Il Sindacato d’Azione nei prossimi giorni si farà portavoce presso il Ministero della Salute e presso il Governo di una specifica istanza tesa a ribadire con fermezza quanto sopra rappresentato.

Infine, un’ultima cosa che desideriamo rammentare, e che riteniamo di fondamentale importanza, in un contesto di vivere sociale coeso e solidale, è il manifestare un particolare ringraziamento a tutti i responsabili ed operatori di strutture di degenza che in questi mesi, interpretando correttamente il proprio ruolo e lo spirito della norma, hanno permesso la visita dei parenti ai propri famigliari ricoverati.

Il loro operato sia da esempio per tutti coloro che, “invece di rispettare il cuore della legge si sono prostrati alle minuzie del diritto”, anteponendo la fredda applicazione di una norma, ingiusta ed illegittima, rispetto alla salvaguardia della dignità della persona umana.

Un pensiero riguardo “Segregazione anziani nelle RSA: nessuna giustificazione

  1. Questa farsa che stanno portando avanti negli ospedali e nelle RSA é assolutamente criminale: in primis i nostri ministri corrotti, in secundis tutto il personale sanitario che continua ad applicare tali normative prive di ogni logica scientifica e morale!!! Spero che molto presto pagheranno per tutto il male che hanno fatto!!!

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