DICHIARAZIONI DEL GENERALE CAVO DRAGONE: RICHIAMO UFFICIALE DEL SINDACATO D’AZIONE

Il Sindacato d’Azione, preso atto delle recenti dichiarazioni attribuite al Generale italiano Cavo Dragone — secondo cui sarebbe ammissibile un attacco preventivo contro la Federazione Russa — ritiene necessario formulare un richiamo formale, fondato sui principi inderogabili della Costituzione italiana e sui doveri che vincolano ogni appartenente alle Forze Armate della Repubblica.

L’articolo 11 della Costituzione stabilisce che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. La dottrina dell’attacco preventivo rientra esattamente tra le forme di guerra di offesa che la Costituzione vieta con formula perentoria. Non può essere invocata, teorizzata o normalizzata in alcun contesto dalla Repubblica italiana, né dai suoi rappresentanti politici, né — a maggior ragione — dai suoi vertici militari. Qualsiasi affermazione che legittimi un’azione bellica preventiva costituisce una rottura dello spirito e della lettera dell’articolo 11.

Ogni militare italiano, e ancor più chi ricopre ruoli apicali, presta giuramento alla Repubblica, alla Costituzione e alla Bandiera italiana. Il giuramento non è formale: è un vincolo giuridico e morale. In esso non è contenuto alcun riferimento ad organismi sovranazionali o alle strategie di potenze esterne. Né NATO, né alleanze militari in genere, possono prevalere sul dettato costituzionale italiano. Per questo motivo, dichiarazioni che prospettano la possibilità di un attacco preventivo — oltre a essere costituzionalmente illegittime — risultano in radicale contrasto con il giuramento prestato. Un generale italiano risponde prima alla Repubblica, poi alle catene di comando internazionali.

Le dichiarazioni di un alto ufficiale non sono opinioni private: producono effetti politici, indeboliscono la posizione internazionale dell’Italia e possono essere interpretate come un’apertura a scenari bellici che la Costituzione vieta. Esse configurano una deviazione dai principi supremi dell’ordinamento, una ultrattività impropria del ruolo militare nella sfera politica, un potenziale attentato al principio del controllo civile sulle Forze Armate. Per questo il fatto non può essere ignorato né trattato come esternazione personale.

Il Sindacato d’Azione sollecita formalmente i massimi organi istituzionali della Repubblica affinché esercitino le loro prerogative. Il Presidente della Repubblica, in qualità di Capo delle Forze Armate e garante della Costituzione, ha il dovere — previsto dall’ordinamento — di richiamare, chiarire, valutare e, se necessario, censurare comportamenti incompatibili con i principi fondamentali della Repubblica. Il Presidente del Consiglio e il Ministro della Difesa sono responsabili del mantenimento dell’unità di indirizzo politico-militare e devono assicurare che nessun rappresentante delle Forze Armate travalichi il dettato costituzionale.

Alla luce di quanto esposto, il Sindacato d’Azione richiama il Generale Cavo Dragone al pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione e del giuramento prestato alla Repubblica italiana, e chiede alle più alte cariche dello Stato di intervenire affinché tali dichiarazioni vengano ufficialmente chiarite, formalmente corrette e ricondotte nei limiti che la Costituzione impone.

La Repubblica italiana si fonda sul ripudio della guerra. Questo principio non può essere negoziato, diluito o reinterpretato. Il Sindacato d’Azione vigilerà affinché il ruolo delle Forze Armate rimanga quello stabilito dalla Costituzione: uno strumento di difesa, mai di offesa.

Una risposta a “DICHIARAZIONI DEL GENERALE CAVO DRAGONE: RICHIAMO UFFICIALE DEL SINDACATO D’AZIONE”

  1. Avatar Gabriele
    Gabriele

    Grazie per essere intervenuti su questo fatto gravissimo ed è semplicemente vergognoso che debba essere un sindacato a sollecitare le più alte cariche dello stato, affinchè venga rispettata la ns. Carta Costituzionale.

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