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Mobbing: guida pratica per chi lo subisce

A cura di Sindacato d’Azione e Fisi.


Cose da fare subito.

Che cos’è, in breve. Comportamenti ripetuti e mirati che isolano, svalutano, umiliano o escludono una persona sul lavoro (anche “straining” se l’azione è singola ma produce effetti duraturi). Conta l’effetto concreto, non le intenzioni dichiarate.

Segnali tipici. Derisione o offese anche velate, mansioni mortificanti o svuotate, obiettivi irrealistici, esclusione da riunioni/info, controllo esasperato, cambi turno punitivi, voci sul conto, minacce implicite, “ti stiamo solo mettendo alla prova”.

Priorità nei primi tempi.

1. Chiedi supporto a una persona fidata.

2. Vai dal medico di base/psicologo. Fatti visitare e fai certificare i sintomi (stress, ansia, insonnia, somatizzazioni). Le carte mediche contano.

3. Apri un “diario probatorio”. Giorno/ora, chi fa cosa, dove, con quali effetti. Breve ma preciso.

4. Salva le prove. Email, chat, ordini scritti, turni, report, valutazioni, badge/turnazioni, foto di bacheche, planning. Le registrazioni di conversazioni a cui partecipi tu spesso sono ammesse in giudizio: usa il telefono solo quando necessario e con prudenza.

5. Individua testimoni. Colleghi, clienti, fornitori: segnati nomi e circostanze.

6. Parla con RLS/medico competente. Il rischio psicosociale è tema di salute e sicurezza: chiedi che venga preso in carico.

7. Scrivi (non solo dire). Una segnalazione sobria e puntuale al datoresposta responsabilità e tempi d’intervento.

Come scrivere la segnalazione (essenziale).
Oggetto: Richiesta di tutela per condotte vessatorie/mobbing
Testo: “Segnalo condotte ripetute che mi arrecano pregiudizio: (3–5 episodi con data/luogo/testi/effetti). Chiedo misure immediate di tutela (es. cambio team/turno, referente diverso, istruzioni scritte, accesso a formazione/riunioni). Resto a disposizione per dettagli e testimonianze. Chiedo risposta scritta entro 7 giorni.”
Invia via PEC o raccomandata A/R; conserva ricevute.

Cosa chiedere subito in azienda. Cambio referente o squadra, calendarizzazione riunioni con verbale, istruzioni solo per iscritto, sospensione di obiettivi irrealistici, affiancamento, formazione recupero.

Se arrivano ritorsioni. Annota tutto; rispondi per iscritto in modo tecnico; fai controsegnalazione richiamando la precedente; valuta canali interni di segnalazione e la tutela sindacale immediata.

INAIL e malattia professionale. Se il medico rileva nesso con il lavoro (disturbi d’ansia/depressivi, stress lavoro-correlato) valuta la denuncia di malattia professionale: può servire per tutele economiche e per cristallizzare i fatti.

Dimissioni o assenze: prudenza. Prima di dimetterti o di prolungare l’assenza, fatti consigliare: si possono attivare tutele (giusta causa, risarcimenti, indennità) ma dipende da tempi e documenti.

Errori da evitare. Scontri a caldo, email emotive, minacce generiche, isolamento totale, rinviare le cure, non scrivere nulla “per quieto vivere”.

Obiettivo realistico. Fermare le condotte, ripristinare un ambiente sano, ottenere misure di protezione; se necessario, negoziare una via d’uscita dignitosa o agire per il risarcimento dei danni (biologico, morale, patrimoniale).

Come ti aiutiamo (in pratica). Ascolto riservato, mappa delle prove, redazione segnalazioni efficaci, attivazione tutele salute e sicurezza, intervento con l’azienda, negoziazione protetta, valutazione azioni legali mirate.

Il Sindacato d’Azione – FISI rimane a disposizione per chi ne avesse bisogno.

Scrivi a: fisi@sindacatoazione.it

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