Eravamo agli inizi degli anni ’90, e chi a quell’epoca c’era già ricorderà gli arrivi sulle coste pugliesi delle navi dall’Albania, stracariche di persone in cerca di una nuova vita.
Gli italiani li accolsero con senso di famigliarità, innanzitutto, facendo emergere quello spirito, che in fondo ci contraddistingue da sempre, ovvero l’ospitalità.
A quell’epoca eravamo, però, ignari del fenomeno che si stava abbattendo su di noi:
L’immigrazione di massa forzata, incontrollata e non gestita, che negli anni e decenni successivi ci avrebbe travolto.
Ovviamente non siamo esperti di fenomeni aventi ad oggetto la demo-geografia umana, ma non è difficile immaginare quali ne siano state le cause:
- la caduta del muro di Berlino
- il dissolvimento dell’URSS
- la destabilizzazione del nord Africa e del medio oriente
- il calo demografico interno
- l’insostenibilità finanziaria del sistema previdenziale pensionistico
- la conseguente esigenza di sostituzione della popolazione
- l’esplosione demografica sub sahariana
- lo sfruttamento dissennato dell’occidente nei confronti, in particolare, dei paesi africani
- ed, infine, le scelte politiche tese a favorire l’ingresso dei migranti.
Alcuni fenomeni storico sociali sono difficilmente controllabili, altri invece sono stati chiaramente voluti, ed è facile, a questo punto, intuirne le motivazioni, rileggendo i punto frettolosamente sopra elencati.
La popolazione italiana non cresce dal 1974, e l’aumento che si è verificato da allora è esclusivamente dovuto al fenomeno migratorio: 6.000.000 di abitanti in più, grazie a chi è arrivato da fuori.
La demografia ha sempre segnato il corso della storia, e questa regola di certo non verrà meno ora:
l’Italia, senza l’immigrazione, sarà presto costituita da un popolo di quasi soli anziani i quali, sia materialmente che economicamente, non saranno più in grado di provvedere a sé stessi.
L’immigrazione, la sostituzione della popolazione vecchia con una più giovane, è una necessità, quindi, per evitare il baratro.
E’ vero tutto ciò? Forse, ma alcune cose vanno precisate.
La famiglia è stata distrutta, e con essa le nascite: non sono mai state adottate serie politiche di aiuto alla famiglia ed alle nascite, salvo il varo di scarsissime provvidenze del tutto inadeguate. La scusa è stata, ed è, che lo stato non ha i soldi sufficienti, (salvo, poi, trovarli senza troppe difficoltà, a spese ovviamente dei contribuenti, per gli armamenti secondo gli auspici della Von der Leyen).
L’immigrazione incontrollata è stata, conseguentemente, voluta: buttare dentro, persone senza predisporre una strategia vera di integrazione economica, sociale e culturale, non è vera accoglienza. Oggi, purtroppo, raccogliamo i frutti di questa politica dissennata, con un spaventoso incremento, fra l’altro, della criminalità e degrado urbano.
L’accoglienza dei migranti propugnata in particolare dalla sinistra alle condizioni sopra evidenziate è falsa ed ipocrita: gli immigrati, oltre a servire per la sostituzione della popolazione, sono un evidente bacino di voti allettante, e questo non fa di certo onore a chi fa finta di accoglierli a braccia aperte, salvo poi:
- non approntare luoghi di accoglienza adeguati, che non siano di fatto qualcosa che assomigli a serragli o peggio, (vedi Lampedusa e gli altri centri di accoglienza buttati su alla bell’e meglio);
- non varare veri e propri percorsi di integrazione, ove si metta al primo posto la nostra lingua, la nostra cultura ed il rispetto delle nostre tradizioni, mirando, al contrario, non solo alla desertificazione demografica, ma anche a quella culturale, inseguendo un multiculturalismo che si è, nei fatti, rivelato del tutto fallimentare;
- non pianificare gli ingressi con le vere esigenze di lavoro, senza, inoltre, approntare percorsi di preparazione professionale per chi arriva. Che dire dell’orrenda bidon ville per immigrati di “Borgo Mezzanone” in Puglia e dei deplorevoli fenomeni di caporalato, tesi a “sfruttare come bestie” gli immigrati?
Insomma le cose vengono lasciate accadere, non vengono governate: si lascia che interi quartieri delle nostre città cadano nelle mani del controllo economico straniero, spesso sotto l’egida di mafie d’oltre confine, i cui flussi finanziari tendono a prendere altre vie rispetto a quelle interne.
Non c’è che dire: occorre fari i complimenti a chi con tanta lungimiranza ha fatto si che tutte queste cose accadessero ed accadano:
Le vittime? Ovviamente i migranti, dei quali molti morti durante le traversate, (le cui vite pesano e peseranno come macigni sulle coscienze e destini futuri dell’occidente), lasciati, poi, a loro stessi una volta giunti qua.
Si rifletta, poi, anche solo per un attimo, su quali possano essere le cause del preoccupante fenomeno del proliferare baby gang, costituite per la stragrande maggioranza da figli di immigrati: ragazzi nati qua, i cosiddetti immigrati di seconda generazione: dove sta’, in questo caso, l’integrazione, ma, soprattutto, chi sono iveri responsabili di tutto ciò?
Che dire, infine, dei volontari ed attivisti che tanto si adoperano per l’accoglienza: certamente il loro impegno è genuino, anche se molto spesso ingenuo. Sono anch’essi sfruttati ed utilizzati in funzione suppletiva da chi sta più sopra. La governance di questi fenomeni ovviamente è poi contornata da parassiti che da anni fanno, ed hanno fatto soldi con l’accoglienza, grazie ai contributi statali.
Ma ci domandavamo: chi sono i veri responsabili di tutto ciò? Ovviamente la classe politica, senza alcuna distinzione. Politiche irresponsabili da parte della sinistra, ed azioni, o promesse, populiste e discriminatorie, da parte della destra. La gente comune, però, ovvero tutti noi, non si senta irresponsabile, od ancor peggio vittima: la passività e l’apatia, il non coinvolgimento politico, (nel suo significato più alto di “vita activa”, come ben spiega la Harendt), è la causa prima, in realtà, di tutto ciò).
Ed allora
sia ben chiaro: il Sindacato d’Azione è per la vera accoglienza, è per la vera solidarietà. Una accoglienza, quindi, che sia seria e responsabile, nel rispetto di chi arriva e di chi qua c’è già.
Ogni nostra azione sarà, perciò, volta a far sì che tutto ciò accada.
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Pe informazioni ed approfondimenti:
info@sindacatoazione.it
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