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Dichiarazione di Autodeterminazione

Ogni essere umano, per il semplice fatto di esistere, porta dentro di sé una sorta di “legge interiore”. Questa legge non è scritta su carta né imposta da altri, ma è intrinseca alla natura umana. È un principio essenziale alla nostra stessa esistenza, un criterio che ordina e regola ogni aspetto della nostra vita: fisico, mentale, spirituale ed esistenziale. Questo principio ordinatore, che potremmo chiamare “normatività ontologica”, è parte integrante del nostro essere e rappresenta una coerenza interna che è buona in sé.

Questa idea è cruciale perché afferma che i diritti fondamentali di ogni individuo non sono concessi dalle leggi esterne, ma esistono già dentro di noi. Le leggi e le istituzioni dovrebbero riconoscere e proteggere questi diritti, non crearli o limitarli.

Le istituzioni, come lo Stato o il governo, esistono per servire le persone, non per dominarle. Quando ci relazioniamo con un rappresentante di queste istituzioni, dobbiamo ricordare che la nostra dignità e i nostri diritti non derivano dal permesso di qualcun altro, ma sono intrinseci alla nostra natura come esseri umani. Noi siamo i protagonisti della nostra vita, e le istituzioni devono rispettare e riconoscere questo fatto.

La dichiarazione che segue è un’affermazione formale di questo principio. È un promemoria che ogni persona deve essere consapevole della propria dignità e dei propri diritti. Non è solo un testo giuridico o filosofico, ma una riflessione sul valore dell’essere umano e sul rispetto che ci è dovuto in ogni ambito della vita.

I nostri diritti non sono concessioni, ma aspetti fondamentali della nostra stessa esistenza. Questa dichiarazione ci ricorda di rivendicare sempre quella dignità che ci appartiene di diritto, a prescindere dalle circostanze esterne.


La Normatività Ontologica dell’Essere Umano: Fondamento e Sovranità del Diritto Preesistente

Ogni essere umano, per esistere, necessita di un criterio ordinatore che disciplini e regoli ogni aspetto del suo essere fisico, mentale, spirituale ed esistenziale. Questo criterio ordinatore è normativo e appartiene ontologicamente alla persona.

L’essere umano è un ente dotato di normatività ontologica e assiologica. Questa normatività è assolutamente indispensabile per il suo esistere e per il suo essere. Essa è essenziale per l’essere umano, integrando e guidando la sua esistenza a livello globale, mentale, fisico e spirituale. Tale normatività, propria dell’essere umano, è un attributo universale che si estende a ogni essere vivente e all’intero universo. Poiché è fondamentale per l’esistenza stessa dell’essere umano, la normatività diventa un diritto essenziale per lui. Di conseguenza, l’essere umano è il centro verso cui converge tale normatività.

Se definiamo la giuridicità come l’effettività della norma, allora questa norma ordinante, coessenziale all’esistenza dell’essere umano, è senza dubbio una norma giuridica. Questo ordinamento, essendo necessario e giuridico, non richiede la presenza di altri esseri umani per essere vigente.

In questo contesto, l’antico adagio latino ubi societas ibi ius (“dove c’è la società, c’è il diritto”) è superato o, quantomeno, precisato. Il diritto preesiste alla società ed è insito nell’essere umano. Successivamente, questo diritto estende i propri effetti anche nella società in cui l’essere umano vive, ma in modo derivato. Ogni società umana, inclusa quella statuale, possiede un ordinamento giuridico derivato dalla normatività degli esseri umani che ne fanno parte.

Da un punto di vista normativo, nessuna autorità può esercitare potere sull’essere umano, né la società statuale né alcun altro ordinamento. La normatività del singolo individuo prevale sempre. Questa verità deve essere conosciuta da ogni persona. Ogni individuo deve essere consapevole che, quando interagisce con un agente delle istituzioni, anche statuali, la relazione avviene in un contesto in cui l’agente delle istituzioni deve riconoscere la priorità ontologica e normativa dell’essere umano rispetto all’entità statuale rappresentata.

Il rapporto tra esseri umani è quindi un rapporto tra pari, tra individui dotati di normatività ontologica. Le istituzioni acquisiscono solo indirettamente il carattere di ordinamento giuridico e, sotto questo profilo, sono sempre poste in relazione con l’essere umano, che ha una priorità ontologica e normativa rispetto a esse. Da questa sovranità e centralità che ogni essere umano porta dentro di sé deriva che i suoi diritti, intesi come essenziali per la sua esistenza, debbano essere considerati diritti fondamentali e inviolabili, preesistenti a qualsiasi ordinamento statuale.

Ogni essere umano ha quindi il diritto di proclamare la propria normatività esistenziale quando si relaziona con un agente istituzionale, anche statuale, al fine di rendere costui consapevole della propria centralità ontologica e normativa.


Dichiarazione di Autodeterminazione

Dichiarazione di Centralità e Normatività dell’Essere Umano

Io, _________________________, in quanto essere umano dotato di una normatività intrinseca e ontologica, dichiaro e affermo la mia centralità normativa rispetto a qualsiasi ordinamento derivato, inclusi quelli rappresentati dagli agenti istituzionali e statuali. Riconosco che il principio ordinatore che regola ogni aspetto del mio essere fisico, mentale, spirituale ed esistenziale è parte integrante della mia essenza e preesiste a qualsiasi forma di ordinamento giuridico esterno.

In virtù di questa mia natura ontologica e normativa, proclamo la mia sovranità nei rapporti che intrattengo, sottolineando che nessuna autorità esterna può prevalere sulla mia normatività esistenziale. Gli agenti istituzionali con cui interagisco devono riconoscere che ogni relazione tra me e qualsiasi entità statuale o istituzionale è fondata sul rispetto di questo principio di priorità ontologica.

I miei diritti, essenziali e inviolabili, derivano direttamente dalla mia natura umana e non da concessioni esterne. Qualsiasi azione o decisione istituzionale deve essere valutata alla luce di questa verità fondamentale, e deve rispettare la mia sovranità e centralità normativa.

Rivendico dunque il diritto di far valere questa mia dichiarazione ogni volta che interagisco con rappresentanti di ordinamenti derivati, in particolare istituzionali, affinché sia sempre riconosciuta e rispettata la mia intrinseca centralità normativa.

Luogo e data _______________, ___/___/______

Firma ______________________


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