Malata condannata a morire contro il suo volere

Ragazza inglese voleva curarsi ma il tribunale glielo vieta

Occorre prendere coscienza e reagire

Inaccettabile la logica alla base della sentenza del tribunale inglese che ha condannato a morire una giovane ragazza di soli 19 anni, la quale, invece, voleva curarsi per cercare di vivere.

La distopia è già realtà

Il fatto non ci può lasciare indifferenti: non si tratta di una immaginaria distopia, essendo, purtroppo, alla presenza, invece, di un tragico fatto reale, e non il primo in Inghilterra, (ricordiamo la stessa sorte inflitta qualche anno fa al piccolo Charlie Gard, dai giudici inglesi).

Tutto ciò apre la strada alla nuova normalità:

a decidere della vita o della morte delle Persone è lo stato, attraverso il suo pseudo organo di garanzia costituito dalla magistratura, ed in un futuro non troppo lontano, per staccare la spina, non sarà nemmeno necessario il suo intervento: basterà la firma di qualche medico burocrate.

Non conta la volontà della persona

Non conta la volontà della persona che vuole vivere, che vuole tentare di curarsi, che vuole sperare nella vita: ciò che vale è la volontà dello stato impersonificata da giudici, sollecitati dai medici stanchi di curare.

Nel caso della ragazza inglese non eravamo di fronte ad una situazione di accanimento terapeutico, tutt’altro.

La giovane ragazza, maggiorenne, consapevole della propria malattia, si è opposta in tutti i modi alla zelante volontà dei medici di staccare la spina: voleva curarsi negli stati uniti e stava raccogliendo i fondi.

Ma le sue richieste non sono state ascoltate: è stata condannata lei e la sua speranza di farcela.

La speranza è un diritto che lo stato non può arrogarsi di negare.

Tutto ciò diventerà sistema

Questo fatto desideriamo narrarlo non solo per rendere onore a questa giovane ragazza ed ai suoi genitori e famigliari, ma anche per evidenziare come il nuovo ordine, che sta sorgendo su scala globale, vuole giungere ad annoverare fra i propri punti fermi un principio per esso di capitale importanza:

la vita delle persone non appartiene più a loro, appartiene allo stato il quale ha potere di vita e di morte su di esse.

Possiamo continuare ad essere disattenti?

L’Inghilterra è uno dei paesi centrali dell’occidente ed è facile supporre che ciò che là diventa sistema, presto lo diventerà anche qua.

Il fatto accaduto costituisce un gravissimo precedente, estendibile ad altre situazioni che non avranno più a che fare con il fin di vita.

Non possiamo, quindi, essere disattenti, distratti e passivi su questo fondamentale punto:

si sta instaurando un vero e proprio regime di morte (necrofiliaco, come ben predisse Erich Fromm) il cui ordinamento giuridico accoglierà fra i suoi principi generali il dogma del potere di vita e di morte dello stato sulle Persone.

Ovviamente possiamo continuare a far finta di non vedere

Certo, possiamo, all’opposto, continuare ad essere disattenti, possiamo continuare a rimuovere questi tetri ma reali scenari, proseguendo la nostra comoda vita di esseri non pensanti, depotenziati, paurosi e quindi deboli.

Ma possiamo fare anche un’altra cosa: prendere coscienza e reagire.

Non è questo il mondo che vogliamo consegnare ai nostri figli e la responsabilità di tentare di cambiarlo è solo nostra.

Ciascuno di noi ha un potere enorme: di pensiero, di parola, di azione.

ACCUSA E DENUNCIA

Occorre avere la forza ed il coraggio, singolarmente o collettivamente di “accusare”, innanzitutto, gli autori di questi crimini e successivamente “denunciarli” con forza all’opinione pubblica, affinché prenda coscienza e si scuota.

Se, come taluni ottimisti dicono, siamo alla presenza di un vero e proprio risveglio delle coscienze, allora il caso della ragazza inglese è un valido motivo per dimostrarlo in concreto.

DA UN PUNTO DI VISTA PRATICO

Desideriamo agevolare chi volesse protestare per l’accaduto presso le autorità britanniche.

Ecco i riferimenti a cui scrivere:

Ambasciata britannica Roma

Indirizzo: Via XX Settembre 80/a – 00187 Roma

E-Mail: ukinitaly@fcdo.gov.uk

Oppure

Via Posta:

United kingdom Government

Prime Minister’s Office

10 Downing Street

London – SW1A2AA

Via Email:

foi-team@cabinetoffice.gov.uk
correspondence@attorneygeneral.gov.uk

Una risposta a “Malata condannata a morire contro il suo volere”

  1. Avatar Chiara

    Grazie per aver sollevato all’attenzione pubblica l’accaduto.
    Considerando però la diffusa ignoranza dell’inglese del popolo italiano, dubito che tanta gente possa mettersi a scrivere qualcosa di spontaneo e inviarlo.
    Potrebbe essere più utile alla causa un classico mail-bombing dove si offre in modo semplice e fruibile (ad. esempio sia su una pagina web che su un file di testo scaricabile) un TESTO che argomenta bene la protesta e che le persone possono firmare col proprio nome, provincia e regione, e inviare?
    Credo che partirebbero il doppio se non il triplo di messaggi in più…
    Sia in Italia ma anche coinvolgendo i nostri amici in altri paesi di Europa.
    Nel caso, cancellate pure poi questo messaggio.
    Grazie della vostra azione.

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