Lo spostamento dei soldi e della proprietà da noi ai super potenti
Le cose evidenti si vedono ma sovente non se ne capiscono le ragioni, il che equivale a non vederle.
A tutti, ormai, è evidente che da decenni è in atto un incessante spostamento della ricchezza dal basso verso l’alto: l’1% della popolazione mondiale detiene il 45,6% dei patrimoni, solo per evidenziare un dato, senza disperdersi in altre statistiche.
Evitiamo di perdere tempo per indicare quando è iniziato questo processo e sull’elenco dei nomi dei più famosi di questi paperoni.
Ciò che appare più interessante è cercare di capire le dinamiche di fondo e gli ipotetici scenari futuri.
Il controllo globale delle risorse
E’ evidente che l’obbiettivo di tale spostamento di ricchezza sia il controllo globale delle risorse: il denaro è un mediatore negli scambi, con esso si controllano e si possiedono le risorse.
Per cui, trasferire denaro dal basso verso l’alto significa spostare risorse dal basso verso l’alto.
La felicità di chi non avrà nulla diventerà la felicità di chi avrà tutto
“Non possiederai nulla e sarai felice” è un noto motto che circola da diverso tempo, grazie alla reset economy di Davos.
Siccome, però, nulla si crea e nulla si distrugge è evidente che il non avere nulla significa spogliarsi della ricchezza che si ha per trasferirla a qualcun altro, ovverosia a quella quota saggia dell’1% della popolazione mondiale, la cui percentuale di possesso dei patrimoni globali è destinata a crescere a dismisura sempre di più, fin ad arrivare al 100% del loro ammontare.
Attualmente i consumatori servono
In un’economia monetaria di mercato, finalizzata all’accumulo di ricchezza su pochi magnati, il denaro serve ancora, perché attualmente è lo strumento necessario per l’accumulo di ricchezza, così come sono ancora necessari miliardi di consumatori, sempre più poveri ed indebitati, al fine di poter comprare i prodotti ed i servizi a loro offerti in carta luccicante dalle grandi multinazionali.
Quando il trasferimento di ricchezza si sarà completato il denaro non servirà più e nemmeno i consumatori
Da un punto di vista logico, il completo trasferimento di ricchezza dal basso verso l’alto postula il superamento dell’economia monetaria, così come la intendiamo; il superamento della necessità dei consumi di massa ed il superamento della necessità dei consumatori. Si rifletta sul fatto di come l’Unione europea, da anni, attraverso tanti dei propri regolamenti, definisca le persone come consumatori.
Il denaro, quindi, oggi schiavizza non solo i piccoli ma anche i grandi, svolgendo, quindi, una funzione di garanzia e salvaguardia dei primi nei confronti dei secondi.
Quando il denaro non servirà più è facile immaginare gli scenari successivi, tutt’altro che tranquillizzanti.
Il nuovo Eden: una società di dèi, semidèi, mandarini di corte, schiavi, mentre il resto sarà un surplus inutile
In una visione distopica di una futura società che potrebbe scaturire da un trasferimento globale di ricchezza dal basso verso l’altro e dal superamento di una economia monetaria, è facile ipotizzare che i mega magnati saranno fondamentalmente dèi, probabilmente potenziati da un punto di vista transumano.
Solo fra loro avverranno gli scambi di risorse, con qualche tipo nuovo di regolamento degli scambi, riservato solo alle élites. Agli altri sarà, riservata una moneta secondaria, per scambiarsi la miseria rimasta e lasciata loro. Insomma i granai pieni del ricco epulone, col povero Lazzaro che si ciba delle briciole che cadono dalla tavola di costui.
Ovviamente questo novelli dèi avranno necessità di una loro burocrazia e struttura, e di molta manovalanza al loro servizio (nuovi schiavi). Oltre, il nulla.
E’ facile immaginare che il resto, le persone di un tempo, trasformate in consumatori, persa questa funzione non serviranno più a nulla, per cui del loro futuro è facile immaginare la sorte: nuovi fuggiaschi o combattenti underground, i divergenti sopravvissuti.
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