Il Sindacato d’Azione respinge la rappresentazione fornita sul convegno “Il Cammino nella Luce” e chiede che venga restituita dignità alle persone che vi hanno partecipato.
Quanto accaduto ieri l’altro, 11 settembre, a Palazzo Pirelli merita di essere raccontato integralmente, senza etichette preventive e senza trasformare una vicenda umana e sociale delicatissima in un’accusa grottesca destituita di ogni fondamento e lesiva della dignità di tutte le persone partecipanti, in principal modo dei danneggiati da vaccino, grazie all’improvido intervento da parte del consigliere regionale PD Majorino.
Il convegno “Il Cammino nella Luce” non era stato organizzato come un raduno di persone contrarie alle vaccinazioni. Il programma ufficiale lo presentava come una giornata di confronto, testimonianza e approfondimento dedicata ai cittadini che riferiscono danni conseguenti alle vaccinazioni anti-Covid e ai protocolli ospedalieri. L’iniziativa è stata promossa da Persone in Cammino, Le Verità Nascoste, Sindacato d’Azione e Comitato 2CS, con l’adesione di oltre trenta associazioni e comitati.
Va segnalata anche la presenza di associazioni francesi che con i loro danneggiati non hanno voluto mancare di portare la loro drammatica testimonianza.
Molte delle persone presenti si sono vaccinate. Hanno seguito le indicazioni delle istituzioni e della sanità pubblica e oggi convivono con gravi patologie o menomazioni conseguenti alle iniezioni (con nesso di causalità accertato).
Drammatica la testimonianza di un padre francese che ha perso la figlia, Mélanie Maupas, a causa della vaccinazione (con nesso di causalità accertato).
Commoventi le parole di due genitori i quali in lacrime hanno condiviso coi presenti la loro disperazione a fronte della decisione del figlio di farla finita in conseguenza delle insopportabili sofferenze derivanti dal “vaccino” COVID 19.
Definire queste persone “No Vax” significa evitare proprio il problema che quelle persone chiedono alle istituzioni di affrontare, ignorando brutalmente le loro sofferenze.
I procedimenti di indennizzo e risarcitori sono complessi e volutamente resi difficili da parte dello Stato. Tutto ciò per le persone coinvolte può significare anni di accertamenti sanitari, amministrativi e giudiziari, tanto più che essi, si ribadisce, paiono gestiti proprio con la finalità di impedire il ristoro economico, che comunque mai potrà ridare alle persone la salute persa.
Durante il convegno erano presenti cittadini, familiari, medici, professionisti ed avvocati. L’obiettivo dichiarato era precisamente portare queste esperienze dentro un luogo istituzionale e formulare proposte affinché chi ritiene di avere subito un danno non venga lasciato solo.
In questo contesto sono arrivate le dichiarazioni del capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Pierfrancesco Majorino, che ha definito quello in corso un convegno «apertamente No Vax» e uno «spettacolo orrendo», chiedendo inoltre le dimissioni del consigliere Emanuele Monti.
Parole che il Sindacato d’Azione considera profondamente oltraggiose e lesive della dignità dei partecipanti, oltre che chiaramente finalizzate a dare una falsa rappresentazione dell’evento, soprattutto perché pronunciate mentre, a pochi piani di distanza, sedevano persone che chiedevano precisamente alle istituzioni ascolto per condizioni di salute, lutti e difficoltà personali.
Un rappresentante delle istituzioni doveva scendere nella sala, ascoltare le testimonianze, confrontarsi con gli organizzatori e verificare chi fossero realmente quelle persone.
È questo il punto che scompare dietro la successiva narrazione della cosiddetta “irruzione dei No Vax”.
Dopo quelle dichiarazioni, alcune persone presenti al convegno sono salite verso gli uffici del gruppo PD per manifestare la propria protesta e chiedere un confronto.
Il gruppo democratico ha denunciato urla e aggressioni verbali e ha parlato di “irruzione”.
Si tratta di una ricostruzione falsa ed apodittica. I danneggiati volevano solo un confronto diretto con l’autore di simili e gravissime affermazioni.
Lo stesso resoconto pubblicato da Il Fatto Quotidiano riferisce che lo scambio è stato acceso ma «non è trasceso nella violenza»; le persone presenti hanno parlato con funzionari e con il consigliere Paolo Romano e successivamente si sono allontanate su invito della vigilanza.
Eppure gran parte dei titoli dei media successivi ha privilegiato parole come “irruzione”, “aggressione”, “No Vax”, riprendendo principalmente la ricostruzione del gruppo PD.
È precisamente qui che il Sindacato d’Azione pone una questione di correttezza dell’informazione da parte dei media.
Quando una vicenda coinvolge persone vulnerabili, malati e familiari che attribuiscono le loro sofferenze a eventi sanitari e chiedono alle istituzioni di verificarli, la prima regola da parte degli organi di informazione dovrebbe essere ascoltare tutte le parti.
Sarebbe bastato contattare gli organizzatori, chiedere la loro versione dei fatti, verificare il programma del convegno e ascoltare le ragioni delle persone presenti.
Non chiediamo ai giornalisti di condividere le nostre valutazioni.
Chiediamo semplicemente di raccontare la verità sentendo tutte le parti in causa. Questo è il minimo che si chiede ad un giornalista che tale si voglia definire.
Ciò vale ancor più oggi, mentre la gestione della pandemia continua a essere oggetto di approfondimento istituzionale.
La Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid sta proseguendo le proprie audizioni, affrontando anche temi legati alla farmacovigilanza, alla sicurezza dei vaccini, alla gestione sanitaria e alla comunicazione pubblica.
Quello che sta emergendo non depone affatto a vantaggio dei vaccini e della trasparenza da parte delle istituzioni nella gestione della pandemia, grazie al venire alla luce di gravi episodi di mala conduzione e silenzi ingiustificabili, se non alterazione dei dati statistici.
Dunque discutere, verificare, approfondire e chiedere maggiore farmacovigilanza non dovrebbe essere considerato uno scandalo come invece sostenuto ancora oggi soprattutto dal PD.
È precisamente ciò che una società democratica deve consentire.
Il Sindacato d’Azione condanna le parole utilizzate da Pierfrancesco Majorino nei confronti del convegno e dei suoi partecipanti e chiede che egli voglia incontrare una delegazione delle persone presenti, ascoltarne direttamente le storie e, alla luce di esse, rettificare le espressioni utilizzate, chiedendo pubblicamente scusa.
Allo stesso modo chiediamo a quegli organi di informazione che hanno raccontato la vicenda in modo parziale e quindi non veritiero di acquisire la versione degli organizzatori e delle persone coinvolte, dando spazio a una ricostruzione completa e vera dei fatti.
Le associazioni promotrici e le persone interessate stanno inoltre valutando, nelle forme ritenute più opportune, le iniziative necessarie alla tutela della propria reputazione e della dignità delle persone rappresentate.
Ma prima ancora delle iniziative formali c’è una richiesta molto più semplice.
Ascoltate chi ha perso la salute.
Ascoltate chi non riesce più a lavorare.
Ascoltate le famiglie di chi è morto a causa del “vaccino”.
Ascoltate anche chi porta una ricostruzione scientifica diversa dalla vostra.
Ma non cancellate una persona dietro un’etichetta.
Cercate, una volta tanto, se ne siete capaci, di onorare il ruolo pubblico che ricoprite.
Ve lo chiediamo, anche se ne dubitiamo molto.





