Impedimento all’accesso e demansionamenti illegittimi

PER I SANITARI RIAMMESSI ILLEGITTIMI I DEMANSIONAMENTI E IMPEDIMENTI ALL’ACCESSO

Invito a voler segnalare situazioni di impedimento all’esercizio dei propri diritti

L’art. 9 del D.L. 162 del 31/10/2022 stabilisce che il medesimo entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, cosa puntualmente avvenuta con il suo inserimento nel n. 255 della serie generale del 31/10/2022.

Ad oggi, quindi, è pienamente in vigore l’art. 7 del medesimo decreto che, come detto, fa cessare l’obbligo di vaccinazione con lo spirare della mezzanotte del primo novembre appena trascorso.

L’effetto di quanto appena rappresentato è che oggi, due novembre, i sanitari riammessi possono e devono riprendere servizio.

Del tutto illegittime sono quindi gli impedimenti che di fatto vengono loro frapposti all’accesso ai reparti ed uffici, esponendo ciò a diretta responsabilità dei responsabili di reparto.

Altrettanto illegittime sono eventuali destinazioni a funzioni diverse a quelle usualmente svolte prima della sospensione.

Infatti, secondo quanto previsto dall’art. 2103 del codice civile:Il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto, per cui l’assegnazione a mansioni diverse ed inferiori deve essere la risultante di un specifico percorso argomentativo che trovi giustificazione anche in esigenze che derivino da ben precisi ed inderogabili e dimostrate necessità scaturenti da nuovi ed ineludibili assetti organizzativi,

La destinazione a diverse mansioni, quindi, deve essere la risultante di un procedimento ad hoc sulla persona / azienda e non può essere di certo un atto d’impulso ideologico, come oggi parrebbe volersi da talune parti imporre.

DIVIETO DI DISCRIMINAZIONI

Lo statuto dei diritti dei lavoratori, L. 300/1970 vieta ogni discriminazione perpetrata a danno dei lavoratori da parte del datore, così come sussistono ben precise disposizione comunitarie tese a vietare situazioni deplorevoli di discriminazioni, fra le diverse pare significativo ricordare DIR. n. 2000/78/CE avente ad oggetto, fra l’altro, discriminazioni per “convinzioni personali”

Di fondamentale importanza e cogenza, inoltre, è l’art.. 3 della nostra Costituzione, a tenore del quale: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

INVITO A VOLER SEGNALARE SITUZIONI DI IMPEDIMENTO ALL’ESERCIZIO DEI PROPRI DIRITTI

Premesso ciò, il Sindacato d’Azione invita i propri iscritti che si trovassero a dover patire le limitazioni sopra descritte, a volerle prontamente segnalare a info@sindacatoazione.it: sarà nostra cura intervenire a tutela dei nostri Associati.

Efficacia immediata del reintegro sanitari

Non è necessaria lettera offerta prestazione lavorativa.

L’art. 7 del D.L. 162 del 31.10.2022 anticipa al primo novembre 2022 il termine dell’obbligo vaccinale per i sanitari.

L’articolo è estremamente sintetico e, come detto, non prevede altro che l’anticipazione del termine, originariamente fissato al 31 dicembre 2022 dal D.L. 44/2021.

Contrariamente a quanto asserito da taluni non è affatto necessario inviare una pec o raccomandata all’ordine professionale o datore di lavoro chiedendo la revoca della sospensione e riammissione in servizio.

I provvedimenti di sospensione, infatti, ex lege sono da considerarsi privi di effetti, cessando la loro efficacia alla mezzanotte di oggi.

In virtù di tale situazione a partire dal 2 novembre 2022 il personale sospeso può riprendere il proprio servizio presentandosi personalmente sul luogo di lavoro.

Anche i liberi professionisti muniti di partita iva potranno riprendere regolarmente la propria attività nei confronti della clientela.

Chi desiderasse mandare una comunicazione scritta al proprio ordine o datore di lavoro lo potrà certamente fare ma ciò non costituisce condizione per la ripresa del servizio.

Risarcimenti stipendi non percepiti o compensi non riscossi

Cosa diversa è la richiesta di risarcimento degli stipendi o compensi, (per gli autonomi), non percepiti. Il Sindacato d’Azione dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che avverrà a fine novembre 2022, tenendo conto dei principi che la Consulta esprimerà, delineerà l’azione più opportuna da consigliare ai propri iscritti.

Dal due novembre medici e sanitari reintegrati sul lavoro

Conferenza Stampa del Governo di oggi pomeriggio lunedì 31 ottobre

RIAMMISSIONE IN SERVIZIO DEI SANITARI DAL DUE NOVEMBRE 2022

Dal due novembre, i medici ed i sanitari sono reintegrati sul lavoro, in virtù dell’anticipo della scadenza stabilita al 31/12/2022 originariamente fissata dal D.L. 44/2021.

EFFICACIA ED ADEMPIMENTI PER LA RIAMMISSIONE IN SERVIZIO

Pur non disponendo del testo del provvedimento si può con ogni probabilità desumere che l’efficacia della riammissione debba considerarsi quale effetto immediato ex lege, senza la necessità di un provvedimento specifico di revoca della sospensione da parte dell’Ordine di appartenenza. I soggetti interessati, quindi, dovranno presentarsi dal 2 novembre presso la propria struttura per riprendere regolare servizio. I professionisti autonomi potranno riprendere dalla predetta data ad erogare i propri servizi nei confronti della clientela.

MOTIVAZIONI POSTE ALLA BASE DELL’ANTICIPO DELLA SCADENZA

L’anticipo della scadenza dell’obbligo è stato motivato dal Ministro, in questo modo:

  • Quadro epidemiologico mutato;
  • Riduzione dell’impatto nell’occupazione dei posti letto;
  • Riduzione dei contagi;
  • Carenza degli organici ospedalieri;
  • Riduzione dell’impiego dei medici extracomunitari;
  • Eliminazione delle remunerazione a gettone dei sanitari a tempo con un aumento dei costi relativi di 4/5 volte rispetto all’usuale;

MASCHERINE: proroga utilizzo – GREEN PASS RAFFORZATO RSA

Il Ministro Schillaci ha firmato in mattinata una ordinanza avente ad oggetto la proroga dell’utilizzo delle mascherine presso le strutture sanitarie.

Nel momento in cui viene pubblicato il presente intervento non è dato conoscere quale provvedimento ha assunto il Governo in merito al green pass rafforzato da utilizzarsi sinora per l’accesso presso le strutture di degenza con particolare attenzione alle RSA.

SANZIONI OVER 50

Anche per tale argomento, nel momento in cui si scrive non si ha conoscenza ufficiale del provvedimento assunto in concreto dal Governo, ovverosia se le sanzioni sono state “annullate” oppure se sono state “spostate” a fine giugno 2023.

NUOVO APPROCCIO GOVERNATIVO ALLE EMERGENZE SANITARIE

Il Presidente del Consiglio Meloni ha ribadito che il Governo procederà per il futuro abbandonando ogni approccio ideologico che ha caratterizzato l’azione del precedente Governo con i peggiori risultati, tra l’altro, fra le nazioni occidentali.

Lettera aperta a Mattarella: “Chieda scusa agli italiani”

Riportiamo il testo della lettera aperta inviata a Mattarella da due docenti universitari:

Prof. FRANCESCO BENOZZO

Filologo presso l’Università di Bologna

Prof. LUCA MARINI

Giurista presso La Sapienza di Roma

al Presidente della Repubblica

al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Presidente del Senato della Repubblica

Al presidente della Camera dei deputati

Al presidente della Corte costituzionale

Illustrissimo Signor Presidente,

nell’agosto 2021, nel pieno dell’emergenza sanitaria, ci rivolgemmo a Lei per evidenziare le criticità che caratterizzavano la cosiddetta campagna vaccinale anti-Covid e per ribadire la nostra volontà di cittadini e di docenti universitari di non accettare acriticamente i provvedimenti del Governo relativi all’obbligo vaccinale che colpiva il mondo sanitario, che minacciava di estendersi alle forze dell’ordine, alla scuola e all’università e che inevitabilmente avrebbe finito per espandersi, come è poi accaduto nel silenzio dei rappresentanti del pensiero critico, a larga parte della società civile.

Oggi, a distanza di un anno e mezzo da quell’Appello, rimasto senza risposta, i soggetti più direttamente interessati alla promozione della campagna vaccinale hanno ammesso apertamente la verità: ossia, di non avere mai cercato, e di non avere mai avuto, alcuna prova in merito alla presunta efficacia e alla presunta sicurezza del cosiddetto vaccino.

Nel frattempo, milioni di italiani che hanno scelto di non vaccinarsi sono stati schedati, vilipesi ed emarginati dalla vita civile e hanno dovuto rinunciare al lavoro, alla retribuzione, alle relazioni sociali, alle prestazioni assistenziali, a fornire aiuto ai propri cari, in altri termini a vivere secondo un modello di normalità che ancora oggi appare difficile ricostruire; altrettanti italiani, invece, hanno ceduto per i più diversi motivi a ciò che non esitiamo a definire, una volta per tutte e definitivamente, ricatto vaccinale; e molti altri, infine, hanno assunto spontaneamente un medicinale sperimentale denominato vaccino perché convinti anche dalle Sue parole ad adempiere un vero e proprio «dovere civico» e a non «sprecare l’opportunità del vaccino» in grado di salvare «migliaia di vite».

Illustrissimo signor Presidente, alla luce delle evidenze che stanno emergendo in tutta Europa e che stanno finalmente rivelando una verità troppo a lungo celata – ma ben nota a quanti conoscevano la normativa che ha autorizzato in via condizionata l’immissione in commercio del medicinale sperimentale in questione – Le chiediamo in coscienza, rispettosamente, di fare una cosa, anche a nome delle altre cariche dello Stato che hanno, come Lei, sostenuto apertamente la cosiddetta campagna vaccinale: chiedere scusa a tutti gli italiani per il male che è stato fatto loro.

Solo assumendo su di sé la responsabilità morale di questa vicenda Lei dimostrerà concretamente di rappresentare l’unità nazionale nel momento in cui quest’ultima è stata seriamente minacciata dalle politiche divisive promosse o avallate da un governo “tecnico”, politiche che – come è ormai ammesso ufficialmente – non trovavano alcuna giustificazione né sul piano scientifico, né su quello medico.

La ringraziamo, illustrissimo Signor Presidente, per l’attenzione che vorrà prestare al nostro Appello e, se lo riterrà fondato sul piano etico e giuridico, per le azioni che vorrà porre in essere secondo le Sue competenze.

Con i più distinti ossequi,

Prof. Francesco Benozzo, filologo presso l’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”

Prof. Luca Marini, giurista presso la Sapienza Università di Roma

Indicazioni contrastanti in merito all’interazione dei vaccini

Il Sindacato d’Azione chiede chiarimenti all’Ausl

Il Servizio Sanitario Regionale Emilia Romagna – Ausl di Parma, ha diramato, recentemente due note, indirizzate alle strutture ed operatori sanitari istituzionali del territorio, aventi ad oggetto:

  • la prima, del 26/9/2022: trasmissione nota circolare 0040319-23/09/2022-DGPRE-DGPRE-P avente oggetto “Aggiornamento delle indicazioni sull’utilizzo dei vaccini a m-RNA bivalenti.
  • la seconda, del 19/10/2022: Circolare DG Prevenzione Ministero Salute 43189 – Aggiornamento 17/10/2022 indicazioni richiamo vaccini a RNA-bivalenti nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS

Nella prima nota del 26/09/2022 si legge, a pagina 4 quanto segue:

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione Non sono stati effettuati studi d’interazione. La somministrazione concomitante di Comirnaty Original/Omicron BA.4-5 con altri vaccini non è stata studiata.

Nella seconda nota del 19/10/2022 si legge a pagina 2 quanto segue:

I vaccini antiSARS-CoV-2/COVID-19 possono essere somministrati contemporaneamente, o a qualsiasi distanza di tempo prima o dopo, con i vaccini antinfluenzali e qualsiasi altro vaccino compresi i vaccini a virus vivo attenuato con l’eccezione del vaccino contro il vaiolo delle scimmie (MVA-BN) per il quale resta valida l’indicazione di un intervallo minimo di 28 giorni tra una vaccinazione e l’altra.

Ora, al lettore comune, e, prima di tutto, al normale cittadino fruitore dei servizi di assistenza sanitaria offerti dall’Ausl, attraverso le strutture ed operatori sul territorio, potrebbe, come del resto è, sorgere spontaneo l’interrogativo avente ad oggetto se le due note siano per caso in contrasto fra loro.

Formulato in modo ancora più semplice, il quesito è il seguente:

“Come è possibile affermare che i vaccini anti covid possono essere somministrati con gli altri vaccini antinfluenzali se viene affermato a chiare lettere, sempre nei documenti ufficiali del ministero, che non sono stati effettuati studi d’interazione con altri vaccini?

Tale quesito nei prossimi giorni verrà formalmente inoltrato all’Ausl competente da parte del Sindacato d’Azione affinché possa essere fornita una risposta chiarificatrice in merito.

Energia elettrica: Arera fissa il tetto del 59% agli aumenti

Si tratta di misure provvisorie dal futuro incerto.

L’Autorità garante, con un provvedimento di fine settembre è intervenuta fissando il tetto massimo di incremento del costo finale dell’elettricità per i clienti in regime di “tutela”, pari al 59%.

Il tetto avrà efficacia per il quarto trimestre 2022.

Non sono chiari gli effetti definitivi in quanto sembrerebbe che tale limite sia solo momentaneo, spostando nei mesi a venire il recupero dei maggiori costi sopportati dalle società erogatrici.

Inoltre, a favore dei distributori viene prevista la possibilità di spiccare fattura mensilmente.

Si tratta, quindi, a ben vedere, di misure tampone che lasciano gli utenti in un limbo i cui esiti futuri appaiono del tutto incerti in merito agli effettivi costi che si andranno a riversare sui medesimi.

Arera non prende in considerazione gli utenti in regime di cosiddetto mercato libero i quali parrebbero rimanere integralmente esposti alle impennate di prezzo.

Richiamiamo il nostro articolo di ieri avente ad oggetto aggiornamenti sul caro bollette sulla base delle novità introdotte dal D.L. 115/2022 .

Segnaliamo, anche, il video della conferenza del 12/10/2022 organizzata dal Sindacato d’Azione, avente ad oggetto il caro bollette, fruibile sul canale telegram: https://t.me/sindacatodazione .

Domani pubblicheremo un articolo che farà il punto, alla luce delle novità governative e di Arera, sugli strumenti di tutela da mettere in campo a favore degli utenti.

Caro bollette: aggiornamenti

Congelate sino al 30 aprile 2023 le modifiche unilaterali dei fornitori

Importanti chiarimenti in tema di opposizione alle variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali di fornitura che stanno arrivando in questo periodo agli utenti.

Bloccati i recessi delle società fornitrici per rifiuto variazione prezzo.

Se un cliente di una fornitura di gas od elettricità rifiuta la variazione unilaterale dei prezzi già concordati col venditore, quest’ultimo non può recedere automaticamente dal contratto, avvalendosi dell’eccessiva onerosità, senza aver ottenuto una pronuncia da parte del giudice. La norma di riferimento è l’art. 3 del D.L. 115/2022 (Aiuti bis).

Recesso fornitore nelle altre ipotesi.

Il recesso da parte delle società erogatrici nei confronti di clienti di piccole dimensioni è possibile solo in ipotesi di contratto a mercato libero e tale possibilità sia prevista sin dall’inizio in contratto. In ipotesi di recesso, in ogni caso, il preavviso deve essere di almeno sei mesi.

Clausole ferme sino al 30 aprile 2023.

Il citato art. 3 del D.L. 115/2022 sospende sino al 30 aprile 2023 le modifiche unilaterali dei contratti aventi ad oggetto la definizione dei prezzi.

Variazioni unilaterali notificate dopo il 9 agosto 2022.

Il decreto citato è del 9 agosto 2022 per cui devono considerarsi illegittime le richieste di variazioni spedite dalle società fornitrici dopo tale data.

Blocco tariffe ultimo trimestre 2022

Col provvedimento citato vengono bloccate le tariffe per il periodo ottobre – novembre – dicembre 2022, sia per quanto riguarda la luce che il gas.

Soggetti vulnerabili.

Dal primo gennaio 2023 devono essere offerti gas ed energia elettrica a prezzi all’ingrosso ai seguenti soggetti, considerati dal decreto come vulnerabili o svantaggiati:

  1. Persone economicamente svantaggiate (L. 124/17, art. 1, comma 75);
  2. Persone con disabilità (L. 104/92, art. 3);
  3. Persone che abitano nelle isole minori “non interconnesse”;
  4. Persone che abitano in strutture di emergenza a seguito di eventi calamitosi

L’Ordine dei Veterinari di Parma blocca le sospensioni per gli iscritti. Soddisfazione per il Sindacato d’Azione

L’Ordine dei Veterinari della provincia di Parma blocca gli atti accertativi, in attesa che  il Ministero della salute chiarisca in merito alla sospensione dei soggetti guariti da Covid 19 per decorso dei 3 mesi, in antitesi con la stessa Circolare ministeriale vigente che parla invece di 6/12 mesi.

La decisione è stata assunta nella seduta del 15 settembre scorso, in risposta all’invio, da parte del Sindacato d’Azione, di una richiesta di moratoria delle sospensioni dei sanitari ex art. 4 D.L. 44/ 2021.

«A fine Luglio, in ragione della situazione di evidente incertezza normativa venutasi a creare, abbiamo ritenuto urgente inviare, per conto dei nostri iscritti, a tutti gli Ordini delle professioni sanitarie di Parma, una richiesta di revoca dei provvedimenti di sospensioni per i soggetti guariti», spiega Mauro Franchi, tra i legali del Sindacato d’Azione. 

Questo perché la circolare del 21 luglio 2021, prot. 32884, valorizzata dal Tar Lombardia (607/2022) e dal Tar Brescia (359/2022), per stessa amissione del Ministero della salute l’unica vigente sul tema, prevede che la vaccinazione debba avvenire in un lasso temporale che va dai 6 ai 12 mesi successivi alla contrazione accertata della malattia. 

«La logica conseguenza che ne discende è quindi che ogni sospensione disposta col decorso dei 3 mesi di per sé appare certamente illegittima. E di questa troppo evidente stortura hanno dovuto chiedere addirittura conto al Ministero della Salute le stesse Federazioni nazionali dei vari Ordini dei sanitari», sottolinea il legale. 

Lo stesso Ministro Speranza non aveva saputo rispondere sull’applicazione del differimento, tanto da precisare, con nota dei primi di luglio ai richiedenti delucidazioni, di aver fatto apposita richiesta al Consiglio Superiore di Sanità.

Una vicenda dai contorni grotteschi ma principalmente drammatica, perché dietro una “defiance” o la procrastinazione del chiarimento necessario, ci sono donne e uomini sospesi illegittimamente e senza stipendio.

«Siamo quindi soddisfatti, quantomeno, che il Consiglio direttivo dell’Ordine dei Veterinari della provincia di Parma, ha ritenuto “che nelle more di interventi legislativi e chiarimenti sollecitati al Ministero della Salute, atti a risolvere i numerosi dubbi interpretativi scaturiti in merito all’applicabilità della norma in discorso, l’attività di emanazione degli atti di accertamento sarà sospesa fino al chiarimento della situazione”, con l’auspicio che anche altri Ordini seguano l’esempio», conclude Franchi.

Ufficio Stampa Sindacato d’Azione

APPELLO PER LA FIRMA DELLA PETIZIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE


IL TEMPO STA PER SCADERE: IL 30 NOVEMBRE 2022 SI DECIDE IL NOSTRO FUTURO!

Fra pochi giorni la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legittimità o meno delle norme di legge aventi ad oggetto l’obbligo vaccinale. Si tratta di un momento fondamentale per la nostra democrazia liberale. Ogni cittadino ha il diritto e dovere di fedeltà alla Repubblica. L’art. 54 della Costituzione richiama ogni persona ad attivarsi affinché venga rispettata la legittimità del nostro ordinamento.

La violazione degli articoli 1,2,3 cost., da qualsiasi organo istituzionale compiuta, comporta il sovvertimento dell’ordine costituzionale, attivando così l’art. 54 della cost. che obbliga qualsiasi cittadino ad intervenire (resistenza).
Si tratta di un meccanismo di salvaguardia ultima del sistema costituzionale, prima che esso crolli.


PETIZIONE


I SOTTOSCRITTI CITTADINI

PREMESSO

l’art. 54 della Costituzione, sancente l’obbligo di Fedeltà alla Repubblica da parte di ciascun Consociato, ivi compresi gli Organi giurisdizionali di qualsiasi rango

VISTI

i seguenti articoli della Costituzione, affermativi e riconoscitivi dei diritti fondamentali e fondativi della nostra Carta

  • Art. 1 Costituzione (diritto al lavoro quale diritto fondante la Repubblica)
  • Art. 2 Costituzione (garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo)
  • Art. 3 Costituzione (eguaglianza)

VISTI ANCHE

  • Art. 4 Costituzione (attuazione del diritto al lavoro)
  • Art. 19 Costituzione (obiezione di coscienza)

CONSIDERATI

i citati articoli costituenti il nucleo giuridico costitutivo ed incomprimibile del nostro ordinamento da parte di qualsiasi legislatore, sia ordinario che di revisione costituzionale

CHIEDONO

che Codesta Illustrissima Corte, nell’ambito del vaglio della legittimità costituzionale delle disposizioni di legge aventi ad oggetto l’obbligo vaccinale, con particolare riferimento, anche, al diritto al lavoro, ad essa rimessi da parte di svariati giudici di merito delle Repubblica, di voler esercitare la Sua funzione a presidio e salvaguardia dei valori fondamentali richiamati, palesemente violati dalle norme rimesse alla Sua attenzione, ripristinando, in tal modo, la legittimità del nostro ordinamento vigente, i cui sottoscritti cittadini non possono e non vogliono esimersi dal dichiararsi fedeli

I sottoscritti Cittadini della Repubblica Italiana aderenti alla presente Petizione


ADESIONE ALLA PETIZIONE

Privacy: i dati forniti saranno utilizzati solo ed esclusivamente al fine di presentare la petizione alla Corte Costituzionale entro e non oltre il 20 novembre 2022, tenuto conto che il giudizio di legittimità si terrà il giorno 29 novembre 2022. E’ riconosciuto il diritto di cancellazione entro il giorno 19 novembre 2022, dovendosi successivamente preparare gli elenchi dei sottoscrittori. Sono riconosciuti tutti i diritti di cui al GDPR 2016/679. Leggi informativa privacy.


Verrà periodicamente aggiornato il numero degli aderenti, così come l’avvenuto deposito della petizione presso Corte Costituzionale.


La BCE alza i tassi: nessuna giustificazione

Occorre che la gente prenda chiara consapevolezza

La BCE è una struttura non democratica, ovverosia non rappresentativa delle genti europee, ma è dotata, perché così hanno voluto le tecnocrazie finanziarie, di un potere enorme: quello di stabilire la politica monetaria degli stati aderenti all’euro.

Avere il potere di decidere quanti soldi immettere nel sistema, a quali stati prestarli e a che condizioni, significa esercitare una sovranità reale mai delegatale dai popoli.

Queste genti, questi popoli, subiranno le sue decisioni e le patiranno in modo drammatico, non riuscendo più, ad esempio, a pagare le rate del mutuo della casa, rischiando di subire pignoramenti dalle banche.

La BCE, pur essendo un ente istituzionalizzato, è privata, ovverosia è di proprietà delle singole banche centrali, così come queste ultime sono possedute direttamente dalle varie banche di ciascun paese.

Si tratta di una struttura di potere privato piramidale, al cui vertice vi stanno le grandi famiglie di banchieri, i cui nomi sono ben noti.

Orbene, questo Moloch onnipotente, a cui gli stati hanno ceduto la propria sovranità monetaria, tradendo la sovranità popolare (Art. 1 Cost), per voce della sua presidente, Christine Lagarde, ha deciso di aumentare i tassi di 0,50 o 0,75 punti.

Questa decisione, da un punto di vista tecnico non ha alcuna giustificazione, anzi, deve considerarsi del tutto dannosa.

Non può di certo bastare la classica giustificazione di scuola, data in pasto all’opinione pubblica, che in presenza di inflazione occorre alzare i tassi di interesse, così calerebbero i consumi e di conseguenza i prezzi.

L’inflazione attuale non deriva da un aumento di domanda ma di costi, con particolare riferimento alle materie prime e fonti energetiche.

In questi casi la politica monetaria non deve essere restrittiva (aumento dei tassi) ma dovrebbe, invece essere di tipo espansivo, abbinata ad idonee politiche governative anticicliche, tese ad aiutare il sistema paese produttivo.

Ovvio che le banche aumenteranno i profitti grazie a i maggiori interessi sui finanziamenti, adeguabili automaticamente grazie ai contratti fatti sottoscrivere ai propri clienti, mentre l’effetto sugli interessi che esse dovranno pagare ai risparmiatori saranno quasi del tutto trascurabili, essendo notorio il fatto che essi vengono riconosciuti in misura del tutto risibile.

L’aumento delle rate dei mutui, in abbinata con il caro bollette, sembra finalizzato a provocare e favorire una recessione tesa a drenare un eccesso di liquidità nel sistema mondiale, con trasferimento di risorse economiche dal basso verso l’alto, eliminazione dal sistema economico di tante piccole realtà giudicate non performanti e liberazione di spazio di mercato a favore dei big player globali.

Di fronte a questi gravissimi fatti i nostri politici sono impotenti, inani, inerti, senza voce.

Occorre, allora, che le Persone, le Genti ed i Popoli, riacquistino il loro potere, che naturalmente gli appartiene, e facciano sentire la propria voce di forte protesta, in modo chiaro e deciso.

Occorre agire subito, oggi, non domani.

Questi sono i contatti della BCE

info@ecb.europa.eu
+49 69 1344 1300

fAI SENITRE LA TUA VOCE!