Quando un giovane varca la soglia di un Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, o si avvia a una qualunque professione sanitaria, gli viene richiesto di documentare la propria posizione sanitaria per accedere ai tirocini ospedalieri. La domanda che gli viene rivolta, nella prassi, è semplice e quasi automatica: «Sei vaccinato?». Eppure, a un esame più attento della documentazione universitaria e regionale, emerge che il quesito tecnicamente corretto sarebbe un altro, ben più sostanziale: «Sei immune?».
La distinzione non è oziosa. È, anzi, il fulcro di una questione che attiene alla buona medicina, al diritto del lavoratore alla tutela personalizzata e al rigore scientifico che dovrebbe presiedere ad ogni atto sanitario.
La differenza fra vaccinazione e immunità
Numerose generazioni nate fra gli anni Sessanta e Novanta hanno contratto naturalmente, durante l’infanzia, morbillo, parotite, rosolia o varicella. In molti casi tali infezioni hanno indotto una memoria immunitaria stabile, capace di permanere per decenni. L’organismo, infatti, non conserva soltanto anticorpi circolanti, ma anche cellule della memoria immunologica, pronte a riattivarsi al successivo contatto con l’agente patogeno.
Vaccinazione e immunità, dunque, non sono sinonimi: la prima è uno strumento, la seconda è lo stato di protezione effettiva, conseguibile tanto per via vaccinale quanto per pregressa infezione naturale.
Ciò che prevede l’Università di Parma
La documentazione dell’Ateneo parmense in materia di sorveglianza sanitaria degli studenti delle professioni sanitarie riconosce espressamente, per morbillo, parotite, rosolia e varicella, la possibilità di attestare la copertura non solo tramite vaccinazione, ma anche mediante «determinazione positiva del titolo anticorpale (IgG)». Analogo principio vale per l’epatite B, per la quale si valuta la risposta immunitaria tramite dosaggio degli anti-HBs.
L’Ateneo, dunque, distingue con chiarezza fra certificazione vaccinale e documentazione dell’immunità biologica. È un approccio metodologicamente corretto, che la Regione Emilia-Romagna conferma nei propri documenti, ove ricorre frequentemente la nozione di “operatore sanitario immune” piuttosto che quella di semplice vaccinato.
Il fondamento normativo: l’art. 279 del D.Lgs. 81/2008
La normativa italiana in materia di rischio biologico è inequivocabile. L’articolo 279 del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro prevede che siano messi a disposizione vaccini efficaci per i lavoratori esposti che non risultino «già immuni». Non «non vaccinati»: «non già immuni». La differenza lessicale è giuridicamente sostanziale e impone al medico competente una valutazione individuale, fondata sull’effettivo stato immunologico del soggetto.
Gli strumenti diagnostici: non solo il titolo anticorpale ma anche la “memoria cellulare”
Nella pratica clinica corrente si ricorre ai dosaggi sierologici di IgG specifiche per morbillo, parotite, rosolia e varicella, oltre agli anti-HBs per l’epatite B. La moderna immunologia dispone inoltre di strumenti più sofisticati — ELISpot, test di proliferazione linfocitaria, citometria a flusso, immunofenotipizzazione — che indagano direttamente la memoria cellulare. Pur trattandosi di accertamenti specialistici, essi confermano un principio cardine: l’immunità non si esaurisce in un valore anticorpale puntuale.
Ciò che va ricordato è il seguente principio: pur in presenza di un titolo anticorpale non soddisfacente gli ulteriori esami specialistici sopra evidenziati potrebbero porre in rilievo una situazione specifica di immunità da far valere sia nei confronti dell’Università che della struttura sanitaria.
Cosa può fare il cittadino
Lo studente o il lavoratore sanitario che intenda valorizzare la propria condizione immunologica può procedere con metodo e prudenza:
- raccogliere e presentare l’intera documentazione vaccinale già in proprio possesso;
- ricostruire, anche tramite il pediatra o il medico di famiglia, l’eventuale storia di malattie esantematiche contratte nell’infanzia;
- richiedere al medico competente la verifica formale dello stato immunitario;
- sottoporsi agli accertamenti sierologici (IgG per morbillo, parotite, rosolia, varicella; anti-HBs per epatite B);
- sottoporsi ad esami specialistici sopra indicati tesi a porre in rilievo la memoria cellulare immunologica
- depositare gli esiti presso la sorveglianza sanitaria dell’Ateneo;
- chiedere per iscritto che la valutazione di idoneità venga effettuata sulla base dello stato immunologico concreto, in applicazione dell’art. 279 D.Lgs. 81/2008;
- conservare copia di ogni istanza protocollata, a tutela della propria posizione.
Conclusione
L’obiettivo non è sottrarsi alle legittime esigenze di tutela sanitaria, che il Sindacato d’Azione riconosce pienamente. L’obiettivo è restituire alla medicina il suo carattere personalizzato, e al diritto la sua precisione lessicale. Domandare «sei immune?» anziché «sei vaccinato?» non è una sottigliezza accademica: è il presupposto di una sanità che protegge davvero, perché conosce ciò di cui parla.
Istanza di Valutazione Personalizzata dello Stato Immunitario
Modello predisposto per studenti universitari, specializzandi, medici, infermieri e operatori sanitari che intendano richiedere al Medico Competente una valutazione individualizzata del proprio stato immunitario.
Il documento consente di richiedere la verifica dell’immunità mediante esami sierologici (titoli anticorpali) e, ove ritenuti appropriati, mediante approfondimenti immunologici specialistici finalizzati alla valutazione della memoria immunitaria cellulare.
L’istanza non è finalizzata ad eludere obblighi sanitari o misure di prevenzione, ma a favorire una valutazione fondata sull’effettiva situazione immunologica del singolo soggetto, nel rispetto dei principi di appropriatezza, proporzionalità e personalizzazione della sorveglianza sanitaria.
Modello utilizzabile presso Università, Aziende Ospedaliere, Aziende Sanitarie ed enti che prevedano accertamenti sanitari per l’accesso a corsi di studio, tirocini o attività professionali in ambito sanitario.
SCARICA IL MODELLO
— Sindacato d’Azione
Fonti:





