L’unica “pecca” è stata quella di aver denunciato, durante la pandemia, la mancata adozione della farmacovigilanza attiva, evidenziando così una gravissima lacuna, voluta dal sistema, tesa a sottostimare le reazioni avverse ai vaccini anti-COVID-19, così come i protocolli volutamente errati, quali la famigerata “Tachipirina e vigile attesa“.
Ovviamente la scienza – quella asseritamente vera, insomma quella ufficiale – avrebbe dovuto insorgere, sottolineando come le scelte politiche in ambito sanitario debbano essere il più possibile scevre da condizionamenti economici.
Così non è stato: gli esponenti accreditati dal mainstream del mondo scientifico si sono ben guardati dal dire alcunché, rimanendo colpevolmente del tutto passivi rispetto alle scelte di malasanità che venivano attuate a danno dei cittadini.
Chi sono state le vittime di tutto ciò? Oltre alle persone danneggiate o morte a causa del vaccino e dei protocolli errati, ovviamente anche la “scienza” stessa, bellamente ignorata proprio da chi, pomposamente, si arroga impunemente il diritto di difenderla.
Una scienza, quindi, nella migliore delle ipotesi, dogmatica ed a senso unico, pronta all’ostracismo verso chi, come Galileo Galilei, osa pensarla diversamente.
Una scienza, invece, nella peggiore delle ipotesi, fortemente condizionata – come nel caso di specie – dalle case farmaceutiche, pronta a passare sopra tutto e tutti pur di portare a termine il compito assegnatole.
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