Chi tace oggi, sarà complice domani.
Nel silenzio generale, mentre l’opinione pubblica era distratta, il 1° giugno 2024 l’OMS ha approvato con “consenso tacito” una serie di emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale. Nessuna votazione, nessun dibattito, nessun approfondimento pubblico. Di fatto, una riscrittura profonda di 29 articoli su 66 del RSI 2005, che ridisegna i rapporti tra Stati, cittadini e poteri sovranazionali nel campo della salute pubblica.
Questa manovra – che va chiamata con il suo nome: commissariamento della sovranità democratica in materia sanitaria – è passata sotto traccia. Ma adesso il tempo stringe: l’Italia ha tempo solo fino al 19 luglio 2025 per esercitare il diritto di “opting out” e rifiutare ufficialmente questi emendamenti. Dopo quella data, saranno vincolanti per legge.
Il documento tecnico, redatto da oltre 900 tra medici, giuristi, ricercatori e cittadini consapevoli, mette in fila con precisione chirurgica le sei principali criticità degli emendamenti:
- Ambiguità nella definizione di pandemia: si potrà dichiarare emergenza anche in presenza di “alto rischio percepito”, senza parametri oggettivi, lasciando al Direttore dell’OMS una discrezionalità quasi assoluta.
- Trasferimento di potere sovrano a un’istituzione privata e opaca: il Direttore Generale dell’OMS – non eletto, ma nominato e finanziato in gran parte da soggetti privati – potrà imporre misure vincolanti agli Stati, come lockdown, pass sanitari, obblighi vaccinali.
- Accesso e produzione accelerata di prodotti genici sperimentali: inclusi vaccini e terapie genetiche, con incentivazione globale alla costruzione di laboratori BSL-3 e BSL-4 ad altissimo rischio biologico.
- Accordi sanitari secretati tra Stati: che permetteranno negoziati e imposizioni al di fuori di qualsiasi controllo democratico. Il precedente dei contratti Pfizer, scomparsi da ogni archivio, non è stato sufficiente?
- Obblighi finanziari non quantificati né ratificati dal Parlamento: l’Italia rischia di assumere impegni economici crescenti senza che il popolo o i suoi rappresentanti abbiano mai avuto voce in capitolo.
- Censura legalizzata: gli Stati saranno obbligati a contrastare la “disinformazione sanitaria” secondo criteri stabiliti dall’OMS stessa. Una versione aggiornata e più elegante del pensiero unico obbligatorio.
Tutto questo senza passare per il Parlamento, senza una legge di ratifica, senza un confronto pubblico. Si tenta di piegare le Costituzioni nazionali al dogma sanitario globale. Ma non tutto è perduto.
L’iniziativa popolare – nata dal basso, libera, autorevole, documentata – si rivolge al Ministro della Salute Orazio Schillaci e al Governo Meloni per chiedere un solo atto politico: respingere integralmente gli emendamenti RSI [WHA 77.17] e salvaguardare la sovranità sanitaria italiana.
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