Prof. Daniele Trabucco
Il nuovo Regolamento Sanitario Internazionale (RSI), adottato dall’OMS il 1° giugno 2024, rappresenta un allarmante passo verso una centralizzazione tecnocratica della governance sanitaria mondiale.
Dietro l’apparente obiettivo di “migliorare la risposta alle emergenze sanitarie”, si cela un potenziale strumento di espropriazione della sovranità degli Stati e di compressione dei diritti fondamentali, in nome di una sicurezza sanitaria tutta da dimostrare.
L’inserimento di una nuova definizione di “emergenza pandemica”, dai contorni volutamente vaghi, attribuisce poteri ampi e discrezionali al Direttore Generale dell’OMS, consentendo di innescare misure straordinarie anche in assenza di reali situazioni d’allarme globale.
L’istituzione di Autorità Nazionali per l’attuazione del RSI, poi, rischia di bypassare le prerogative dei parlamenti nazionali e dei governi democraticamente eletti, delegando decisioni cruciali a entità tecnocratiche vincolate alle direttive dell’OMS.
L’enfasi posta sulla “solidarietà globale” e sull’ “equità di accesso” a farmaci e vaccini cela, in realtà, la volontà di rafforzare il monopolio delle multinazionali del farmaco, sotto l’egida di agenzie sovranazionali non democraticamente legittimate, con il rischio di imporre trattamenti sanitari obbligatori o “pass sanitari” digitali in tempi futuri.
Fratelli d’Italia, partito di maggioranza relativa al Governo da ottobre 2022, ha rifiutato la proposta della Lega di uscita dall’OMS, dimostrandosi, nei fatti, allineato all’impostazione mondialista e post-sovrana di Bruxelles.
Un partito che ha fatto della difesa dell’identità nazionale e della sovranità popolare il proprio vessillo (a parole), si mostra ora succube della logica tecnocratica e dell’obbedienza cieca alle centrali decisionali internazionali.
Se Fratelli d’Italia non prenderà posizione netta contro il nuovo RSI e non eserciterà l’opzione di “opting out” entro il 19 luglio 2025, tradirà la fiducia di milioni di cittadini italiani che l’hanno votato per difendere libertà e autodeterminazione.
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