,

La strategia vaccinale contro Mpox: tra emergenza permanente e interessi invisibili

Una nuova circolare ministeriale, la n. 3951, aggiorna la strategia vaccinale contro Mpox. La si potrebbe definire l’ennesima “pietra angolare” nella costruzione di un sistema di emergenza perpetua, dove la sanità pubblica diventa l’anticamera di un controllo sempre più invasivo, con il cittadino ridotto a mero soggetto da gestire.

La pandemia infinita: un format che funziona

Mpox, noto un tempo come vaiolo delle scimmie, ha vissuto la sua stagione di gloria nei titoli di giornale, con l’inevitabile retorica della “nuova minaccia” e la solita corsa ai vaccini. Ora, con una circolare ministeriale, viene sancito un ulteriore passaggio: la formalizzazione di una nuova routine vaccinale, come se il concetto di emergenza potesse essere esteso a tempo indeterminato.

Le categorie a rischio individuate – persone con “comportamenti sessuali a rischio elevato”, operatori sanitari esposti, contatti stretti di casi confermati – non suonano solo come un tentativo di tutela sanitaria, ma anche come un raffinato meccanismo di schedatura, utile a chi desidera catalogare le masse con precisione burocratica.

Chi guadagna? Segui il denaro

Il vaccino, un virus vivo non replicante, viene somministrato in due dosi, e sappiamo già come andrà a finire: prima sarà raccomandato, poi caldamente consigliato, infine condizione implicita per accedere a determinati servizi o professioni. Un déjà-vu.

E la domanda sorge spontanea: chi beneficia economicamente da questa ennesima strategia vaccinale? I soliti nomi dell’industria farmaceutica, che hanno imparato a modulare il panico come un’arte. Un ciclo perfetto: scoperta della malattia, picco mediatico, paura, vaccino, finanziamenti pubblici, profitti privati. Il tutto senza il fastidio di una vera analisi critica sulla necessità reale di queste campagne.

Un modello di sorveglianza sanitaria?

L’aspetto più inquietante non è la vaccinazione in sé, ma l’abitudine alla gestione emergenziale della società. Oggi Mpox, ieri Covid-19, domani chissà. Ogni nuova crisi diventa il trampolino per una limitazione della libertà personale, accompagnata da un’accettazione passiva del nuovo ordine sanitario.

Così, mentre il Ministero della Salute diffonde le sue circolari con la solennità di un editto imperiale, sarebbe il caso di domandarsi: vogliamo davvero vivere in una società dove la nostra esistenza viene scandita da un’agenda vaccinale senza fine? Oppure è giunto il momento di smascherare il grande teatro dell’emergenza?

Se l’informazione fosse libera, il dibattito sarebbe aperto. Ma viviamo in un’epoca in cui porre certe domande è già un atto di eresia.

Lascia un commento

macro aree trattate

  • Agenda 2030
  • Azioni, iniziative e presidi
  • Economia
  • Identità digitale
  • Immigrazione
  • Legale
  • Oms
  • Personaggi ed autori
  • Proposte
  • Sanità
  • Scienza, ambiente e tecnologia
  • Scuola
  • Sindacato d’Azione
  • Smart city
  • Statistiche
  • Unione europea
  • Video, audio e notizie

VAI ALL’INDICE ANALITICO DEI CONTENUTI

Contatti

info@sindacatoazione.it

Via Rondani 6, 43121 Parma Telefono: 0521/942594

Collegati ai nostri social!