
Un altro Colpo alla Giustizia.
La Corte di Giustizia Europea (CGUE) ha emesso una sentenza il 5 dicembre 2023 nella causa C-128/22, gettando luce su una serie di questioni della massima importanza legate alla gestione giuridica ed economica della pandemia di Covid-19. La decisione riguarda il rifiuto del Belgio di risarcire un’agenzia di viaggi per le perdite subite durante il periodo di lockdown, tamponi, quarantene e altre restrizioni connesse alla pandemia.
Il Contesto Legale e la Legittimazione delle Misure Straordinarie
La CGUE ha sostenuto che la pandemia giustifica l’adozione di misure straordinarie, sottolineando l’importanza di queste azioni nel contenere la diffusione del virus. Tuttavia, la corte ha specificato che tali misure devono rispettare criteri chiave: devono essere non discriminatorie, proporzionate e soggette a revisione giudiziaria. Questi principi, in teoria, dovrebbero garantire che le restrizioni imposte siano giuste e ragionevoli.
Le Critiche Scientifiche: Presupposti Carenti e Informazioni Incomplete
Come sappiamo, nel corso del tempo si è palesata la grave fragilità nei presupposti scientifici che hanno guidato l’adozione di queste misure. Tanto l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) quanto le case farmaceutiche hanno ammesso che, al momento dell’implementazione delle restrizioni, i dati scientifici erano spesso insufficienti e basati su informazioni incomplete. Questo solleva dubbi fondamentali sulla validità e la coerenza delle decisioni che hanno causato considerevoli danni economici, e non solo, a numerose imprese e cittadini.
La Questionabile Efficacia delle Corti Internazionali
La crescente sfiducia nell’efficacia delle corti internazionali emerge dalla percezione che le loro decisioni sembrano essere inclini a sostenere le decisioni dei governi e delle istituzioni potenti. La fiducia nella giurisdizione internazionale appare molto sminuita, poiché molte persone ritengono che queste corti siano più propense a proteggere i poteri forti anziché garantire giustizia.
La Necessità di un Approccio di Attivismo Concreto
Davanti a questa situazione, emerge la necessità di un approccio di attivismo concreto per ristabilire la giustizia e proteggere i diritti delle imprese e dei cittadini. Sono necessarie azioni coordinate e ponderate per affrontare la questione in tutte le sue sfaccettature.
Un grave precedente
Chi crede di potersi appellare alle giurisdizioni superiori, sperando di poter avere giustizia nell’ambito dei giudici europei, commette, purtroppo, un errore strategico. Infatti, oltre alla beffa di una decisione ingiusta, si ottiene anche un danno difficilmente irrimediabile:
I principi formulati nella sentenza sono applicabili in tutti gli stati UE e costituiscono un precedente per situazioni analoghe.
A buon intenditor poche parole…
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