La gente non si vaccina più, ma il Ministero insiste
Le persone, a prescindere dalla loro presa di posizione inziale, non si fidano più e, quindi, la corsa alla vaccinazione è crollata drasticamente: in pratica non si vaccina più nessuno per il Covid 19.
La cosa pare preoccupare molto il Ministero della salute, tanto che il 14 agosto appena trascorso, come già spiegato, si è affrettato a diramare una circolare che in pompa magna annuncia l’imminente uscita di un nuovo composto chimico, in via di approvazione, teso a neutralizzare la pericolosissima variante XBB 1.5, (si veda, a proposito il nostro contributo di ieri).
Il canto del cigno?
Con tutto il rispetto per quegli stupendi animali che sono i cigni, la mossa del ministero, rifilata sotto l’ombrellone degli italiani, un poco distratti ad osservare l’orizzonte del mare, appare l’ennesimo disperato tentativo, tarato sul copione precedente, teso, da un lato a terrorizzare la gente, si legge in circolare che occorre evitare morti, e dall’altro a sussurrare all’orecchio di taluni soggetti, vedi i sanitari, sensi di responsabilità deontologica, alludendo, forse, chissà, a possibili provvedimenti da irrogare a carico dei residui (pochissimi, in realtà) impavidi appartenenti alla categoria, che si rifiuteranno di prestare il braccio per la 5° o 6° puntura, (ormai si è perso il conto).
Il drammatico incremento di morti ed effetti avversi
Quel che è certo rilevare, purtroppo, ad oggi, colpa il caldo, ci spiegano gli esperti, è l’incremento anomalo di morti improvvise, senza considerare i drammatici effetti avversi, che temporalmente fanno seguito, casualmente, alla prima tornata di vaccinazioni anti covid 19. Particolare preoccupazione destano i tanti episodi che stanno colpendo i soggetti giovani.
Mancanza totale di chiarezza da parte delle istituzioni
Attualmente, la buona gestione e l’imparzialità della pubblica amministrazione sono solo parole sulla carta, nell’articolo 96 della Costituzione. È imbarazzante che le istituzioni ignorino la difficile situazione in cui si trovano decine di migliaia di persone e si aggrappino a scuse poco credibili.
La qualità di uno Stato la si misura soprattutto da queste situazioni.
Che Stato è quello che non raccoglie i dati attivamente sulle reazioni avverse?
Che Stato è quello che non fornisce i dati necessari per capire come stanno andando realmente le cose?
Che Stato è quello che, pur all’evidenza dei fatti, anziché agire seguendo il principio di precauzione, pigia il pedale sull’acceleratore di nuove vaccinazioni?
Il dissennato invito a vaccinare donne in gravidanza ed in allattamento
E’ proprio questo a cui invita la circolare. Ogni commento al riguardo appare superfluo.
Dove sono gli studi che dimostrano l’innocuità del siero in tali sceneri.
Non vogliamo certo credere che la certificazione della bontà dei vaccini, se così li vogliamo chiamare, (mRNA a base proteica), che verrà rilasciata da EMA ed AIFA sarà sufficiente a garantire la salute delle mamme e dei loro figli nascituri.
A tal proposito dichiara Nico Liberati, portavoce del Comitato Difesa Minori:
“Una terapia efficace si accompagna alla riduzione dei contagi, alla mitigazione dei sintomi e soprattutto alla riduzione della mortalità. Questo statisticamente non è avvenuto con la cosiddetta “campagna vaccinale” anticovid, per cui pur rimanendo disponibili al confronto sulla posizione della libera scelta vaccinale, siamo inorriditi dal consiglio degli esperti, quello di inoculare donne in stato di gravidanza. Un dato su tutti, nel 2021 le nascite in Abruzzo sono state più che dimezzate, e nessuno ha per ora chiarito la causa di tale drastica diminuzione. Per ora i migliori esperti non hanno saputo spiegare le ragioni della mortalità, per ora nessuno ha saputo raccontare la verità neppure su un farmaco contestato come Astra Zeneca, semplicemente è una storia tutta da scrivere: ma non sulla pelle dei nostri figli, valga una volta per tutte la cautela, si ritenga l’inoculazione di massa di farmaci sperimentali sulle donne incinte una pratica criminale.”
Serve qualcosa in più: un tavolo di confronto a livello nazionale
L’esperienza Abruzzo, i cui frutti si stanno ancora attendendo, è un esempio. Occorre sedersi e parlare.
Ovviamente “nessuno è ingenuo“, il sistema è ben trincerato e pronto a gestire detonazioni controllate, si veda la Commissione parlamentare, magari tentando di guadagnare tempo: mentre con una mano invita a sedersi al tavolo del confronto, con l’altra scaglia la sassata “chiedendo” di vaccinarsi ad ottobre, rimettendo in moto il grande apparato, dotato di futuri “tamponifici”, in via di allestimento in tutta Italia, tesi a dimostrare il futuro incremento dei casi.
L’ala diplomatica del dissenso va appoggiata
Va bene che l’ala diplomatica del dissenso ci provi: il caso Abruzzo, portato avanti dal Comitato Difesa Minori, sembra essere stato il primo in Italia ad ottenere una risposta attiva dalle istituzioni. L’augurio è che questo sforzo riesca senza essere ostacolato non solo da possibili doppie intenzioni da parte degli oppositori, ma anche che resti al riparo nella stessa area, da chi pare non aver colto appieno l’intero contesto dell’operazione. Questo potrebbe mettere in pericolo l’importante processo di dialogo avviato e complicarne ulteriormente la già difficile natura.
Lo Stato fornisca i dati
Lo Stato faccia quel che deve: fornisca i dati che ha a disposizione ed apra un tavolo pubblico di confronto con cui si analizzano i medesimi e si diano le corrette interpretazioni, a garanzia della salute dei cittadini.
Le giuste competenze sussistono: sia da una parte che dall’altra.
La necessità di una moratoria
Nel frattempo, in virtù del principio di precauzione non potrà che essere disposta una moratoria delle vaccinazioni, non solo in merito a quelle cossidette anti Covid 19 ma anche in relazione a tutti i vaccini a base mRNA, i cui effetti positivi per la salute sono ancora tutti da dimostrare.
Questo è ciò che deve fare uno stato di diritto e non uno stato sanitario in cui la bio-politica la fa da padrona.
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